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Al via l’apertura del secondo sportello del bando Accordi per l’innovazione

Dal 17 gennaio 2023 è possibile la compilazione delle domande: da tale data infatti sito internet del soggetto gestore Mediocredito Centrale è disponibile la procedura on line per il caricamento delle proposte.
L’invio formale dei progetti invece sarà possibile dal 31 gennaio 2023.

Le domande di agevolazione – compilate e presentate esclusivamente utilizzando la procedura disponibile nel sito del soggetto gestore (Fondocrescitasostenibile.mcc.it) – possono essere presentate da:

  • imprese che esercitano in via prevalente un’attività industriale diretta alla produzione di beni e servizi o un’attività di trasporto per terra, per acqua o per aria, comprese le imprese artigiane di cui alla legge n. 443/1985;
  • imprese agro – industriali che svolgono prevalentemente attività industriale;
  • imprese che esercitano in via prevalente le attività ausiliarie;
  • centri di ricerca.

Sono ammesse imprese di qualsiasi dimensione, con almeno 2 bilanci approvati.
I progetti possono essere proposti anche in forma congiunta da un raggruppamento di massimo 5 soggetti, che può comprendere anche organismi di ricerca e, limitatamente alle linee di intervento “Sistemi alimentari”, “Sistemi di bioinnovazione nella bioeconomia dell’Unione” e “Sistemi circolari”, imprese agricole che esercitano le attività di cui all’art. 2135 cod. civ..

Le proposte devono avere per oggetto progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale nell’ambito delle seguenti aree di intervento riconducibili al secondo pilastro del Programma quadro di ricerca e innovazione “Orizzonte Europa”:

  • tecnologie di fabbricazione;
  • tecnologie digitali fondamentali, comprese le tecnologie quantistiche;
  • tecnologie abilitanti emergenti;
  • materiale avanzati;
  • intelligenza artificiale e robotica;
  • industrie circolari;
  • industria pulita a basse emissioni di carbonio;
  • malattie rare e non trasmissibili;
  • malattie infettive, comprese le malattie trascurate e legate alla povertà;
  • strumenti, tecnologie e soluzioni digitali per la salute e l’assistenza, compresa la medicina personalizzata;
  • impianti industriali nella transizione energetica;
  • competitività industriale nel settore dei trasporti;
  • mobilità e trasporti puliti, sicuri e accessibili;
  • mobilità intelligente;
  • stoccaggio dell’energia;
  • sistemi alimentari;
  • sistemi di bioinnovazione nella bioeconomia dell’Unione;
  • sistemi circolari.

Sono ammissibili le spese e i costi relativi a:

  • personale tecnico, ricercatori e altro ausiliario impiegato nell’attività di R&S, dipendente o in rapporto di collaborazione o titolare di assegno di ricerca (le spese del personale dipendente sono ammesse sulla base dei costi standard definiti dal decreto 24 gennaio 2018);
  • strumenti ed attrezzature di nuova fabbricazione, per quote di ammortamento nella misura e per il periodo in cui sono utilizzati per il progetto;
  • servizi di consulenza e altri servizi utilizzati per l’attività del progetto, inclusa l’acquisizione o l’ottenimento in licenza dei risultati di ricerca, dei brevetti e del know-how;
  • spese generali calcolati su base forfettaria nella misura del 25% dei costi diretti ammissibili al progetto;
  • materiali utilizzati per lo svolgimento del progetto.

L’agevolazione consiste in un contributo diretto alla spesa fino ad un massimo del:

  • 50% dei costi ammissibili sostenuti per la ricerca industriale;
  • 25% dei costi ammissibili sostenuti per lo sviluppo sperimentale.

Qualora richiesto, è previsto anche un finanziamento a tasso agevolato nel limite del 20% del totale dei costi ammissibili.
Una maggiorazione del contributo, fino al 10% per PMI e organismi di ricerca e al 5% per grandi imprese, può essere riconosciuto per i progetti congiunti in caso di collaborazione effettiva tra almeno una impresa e uno o più organismi di ricerca.

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