Azioni assegnate a dipendenti e natura fiscale dei reddito: l’intervento dell’Agenzia delle Entrate

L’Agenzia delle Entratecon risposta ad Interpello del 25 ottobre 2019, n. 427 – ha affrontato il tema dell’assegnazione di azioni a dipendenti, ricordando che il coinvolgimento del management negli incrementi di valore delle società gestite o nei loro profitti può essere realizzato con varie modalità e il trattamento fiscale delle somme ricevute dai manager è legato alla forma di incentivazione.

Nello specifico, possono essere previsti piani in cui sono assegnati:

  • diritti di acquistare strumenti finanziari al raggiungimento di determinati obiettivi e condizioni di vesting (stock option);
  • strumenti finanziari con diritti patrimoniali rafforzati.
  • A mente di quanto previsto nel Testo Unico delle Imposte sul Reddito (TUIR), gli emolumenti in denaro e gli emolumenti in natura (tra i quali, sono da ricomprendere le azioni) offerti dal datore di lavoro ai propri dipendenti, costituiscono redditi imponibili ed, in quanto tali, concorrono alla determinazione del reddito di lavoro dipendente.

    Pertanto, quando il dipendente riceve azioni a fronte della partecipazione ad un piano di stock option, la differenza tra il valore normale dei titoli al momento dell’esercizio dell’opzione ed il prezzo di sottoscrizione pagato dal lavoratore (strike price), si configura come reddito di lavoro dipendente, da assoggettare alla normale tassazione IRPEF.

    Il datore di lavoro dovrà, pertanto, operare la ritenuta a titolo di acconto IRPEF, ex art. 23 del TUIR.

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