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Gol, una risorsa ben usata o solo risorse sprecate?

Il Programma Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori  (GOL), che ha visto stanziati ben 4,5 miliardi per una durata di 4 anni, ha mosso i primi tremolanti passi. 

I primi possibili destinatari hanno ricevuto dai Centri Per l’Impiego (CPI) del Lazio un modello di autocertificazione e un questionario di 6 pagine fitte di domande chiamato “Assessment iniziale”, che dovrà essere compilato e rinviato entro soli due giorni.

“Alla ricezione della documentazione compilata, sarà contattato telefonicamente da uno dei nostri operatori per il perfezionamento della pratica”; così si conclude l’email ricevuta dal nostro ipotetico e sempre più confuso destinatario. Il CPI avrebbe dovuto convocarlo per fare quella che viene definita la profilazione, cioè un colloquio approfondito propedeutico all’avvio di una delle azioni previste dal programma. Facile, no? 

Come al solito non è così, perché per raggiungere il target previsto, ovvero più di 50.000 aventi diritto, si bypassa la questione e si fa finta di profilare, chiedendo all’utente stesso di valutare il proprio livello di conoscenza della lingua italiana, la sua capacità di utilizzare un pc, di utilizzare piattaforme ecc.

Poi gli si domanda, nel caso in cui ritenesse di necessitare un aggiornamento formativo, di “indicare le competenze che si intende aggiornare o sviluppare attraverso corsi di formazione”.

Ma come si può arrivare a pensare che ciò possa essere fatto senza alcun tipo di supporto professionale? Ci si deve prima autovalutare e poi definire le attività formative più utili per migliorare la propria occupabilità.

Che fosse quasi impossibile raggiungere gli obiettivi prefissati era chiaro fin da subito, visto che i CPI non hanno la struttura per profilare 50.000 soggetti in pochi mesi; invece di pensare a una soluzione al problema, si è fatto finta di niente. Sarebbe bastato un coinvolgimento delle Agenzie per il lavoro private, che avrebbero dato un contributo considerevole alla riuscita del raggiungimento del target.

Ora, per concludere sui ritardi, si apprende che 11.000 soggetti dovranno entro dicembre fare sei ore di orientamento specialistico presso le 23 APL accreditate ed essere poi avviati ad un corso di formazione. 

Che posso dire in conclusione? Purtroppo questo provvedimento assume un sapore agrodolce perché, facendo tutto male e all’ultimo, rischia di sprecare risorse preziose per chi cerca un lavoro.

Speriamo che questo GOL non finisca per trasformarsi in un ennesimo autogol.

Salvo Messina,

Presidente di Solco

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