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Quando gli incentivi per il lavoro premiano chi un lavoro l’ha già trovato

La Regione Lazio ha emanato, per l’ennesima volta, un provvedimento per erogare incentivi alle aziende che assumono giovani e donne dai 18 ai 35 anni, l’importo previsto va da 10.000 a 14.000 euro.

Sicuramente provvedimenti del genere sono utili per le aziende che devono assumere, ma siamo sicuri che contribuiscono a incentivare l’occupazione giovanile?

È difficile pensare, infatti, che un imprenditore assume una nuova risorsa solo perché potrà poi usufruire di un contributo anzi, nella realtà avviene esattamente il contrario, si assume una risorsa e poi si va a vedere se c’è un contributo da sfruttare.

Che questi interventi non creino nuova occupazione lo si può desumere ulteriormente dal fatto che questi contributi, nel caso specifico dell’avviso della Regione Lazio, sono dovuti anche alle aziende che hanno assunto in data antecedente all’emanazione dell’avviso stesso (dal 1° gennaio 2022).

Tanto che qualcuno, forse più correttamente, ha proposto di chiamarli non incentivi ma premi per le aziende che assumono.

La cosa peggiore è che siamo di fronte al solito spreco di risorse pubbliche che, forse più utilmente, potrebbero essere utilizzate per creare politiche attive, capaci di sostenere quei giovani che trovano maggiori difficoltà nell’ingresso nel mondo del lavoro.

Invece con interventi di questa natura si finisce per sostenere chi avrebbe comunque trovato un’occupazione a prescindere dagli interventi di supporto.

Salvo Messina,

Presidente di Solco

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