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La politica deve tornare a occuparsi seriamente dei problemi del lavoro

Due elementi hanno richiamato la mia attenzione in questi ultimi giorni.

In primis, l’Inapp ha pubblicato i risultati del decimo Round della European Social Survey, che confronta condizioni di vita e opinioni dei cittadini europei su un ampio spettro di tematiche sociali. Con riferimento alla soddisfazione per il lavoro, gli italiani si collocano agli ultimi posti; solo il 47,5% si dice completamente soddisfatto ed i motivi sono da ricondurre alla poca flessibilità dei luoghi e degli orari di lavoro, nonché al rapporto non sempre equilibrato tra vita professionale e vita privata. Mi viene da affiancare a tale evidenza la denuncia, da parte di sempre più imprenditori, della impossibilità di coprire posti di lavoro. Si dice che manchino, ad oggi, almeno un milione di lavoratori. Non si trovano qualifiche tecniche e medio alte, ma anche qualifiche più basse come camerieri e addetti al terziario. A prima vista, la cosa che sorprende di più è che tale difficoltà non riguarda solo il Nord, ma anche il Sud, dove il tasso di disoccupazione si attesta intorno al 15%. Nel Sud mancano addetti alla logistica, alla ristorazione e molte qualifiche specialistiche.

Mi viene da affiancare a tale evidenza la denuncia, da parte di sempre più imprenditori, della impossibilità di coprire posti di lavoro. La cosa che trovo davvero sorprendente è che tutto questo non abbia spazio nel nostro dibattito politico. Stiamo vivendo un momento, nel mondo del lavoro, che può definirsi epocale e nessuno sembra curarsene. Non si trovano un milione di lavoratori in tutto il Paese, cresce l’insoddisfazione tra chi lavora e non succede nulla. Si allocano più di 4 miliardi sul programma di politiche del lavoro GOL (Garanzia di Occupabilità dei Lavoratori) ma non si affronta nella realtà nessuno dei problemi reali di chi lavora (o cerca lavoro). Si rischia di sperperare risorse ingenti in assistenzialismo ed in attività prive di qualsiasi collegamento con processi che invece potrebbero essere virtuosi. Mi chiedo che cosa impedisca alla politica di coinvolgere in un grande progetto tutti gli attori: parti sociali, sistema formativo, Centri per l’Impiego e Agenzie per il Lavoro.

Salvo Messina.
Presidente Solco

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Sicilia

QUANTI TIROCINI POSSONO ESSERE ATTIVATI IN UN’AZIENDA?

  • 1 tirocinante se l’azienda ha fino a 5 dipendenti;
  • 2 tirocinanti se l’azienda ha da 6 a 20 dipendenti;
  • 10% di tutti i dipendenti per un organico superiore alle 20 unità.

CHI SONO I DESTINATARI?

Disoccupati, inoccupati, persone svantaggiate.

QUAL È LA DURATA DEL TIROCINIO?

Il tirocinio non può essere inferiore ai 2 mesi (salvo eccezioni) e non superiore ai 6 mesi, escluso per persone con disabilità che può essere attivato fino a 24 mesi.

QUALI SONO I TEMPI DI ATTIVAZIONE?

In qualsiasi momento.

QUANDO SI ATTIVA, INTERROMPE O PROROGA UN TIROCINIO, è NECESSARIO EFFETTUARE LA COMUNICAZIONE OBBLIGATORIA?

Si ed è a carico dell’azienda ospitante.

QUAL è L’INDENNITà MENSILE?

L’indennità mensile non può essere inferiore ai 300 euro.

A CARICO DI CHI è L’ASSICURAZIONE INAIL E LA RC?

A carico dell’azienda ospitante.

Lazio

QUANTI TIROCINI POSSONO ESSERE ATTIVATI IN UN’AZIENDA?

  • 1 tirocinante se l’azienda ha fino a 5 dipendenti;
  • 2 tirocinanti se l’azienda ha da 6 a 20 dipendenti;
  • 10% di tutti i dipendenti per un organico superiore alle 20 unità.

CHI SONO I DESTINATARI?

Disoccupati, inoccupati, persone svantaggiate.

QUAL È LA DURATA DEL TIROCINIO?

Il tirocinio non può essere inferiore ai 2 mesi (salvo eccezioni) e non superiore ai 6 mesi, escluso per persone con disabilità che può essere attivato fino a 24 mesi.

QUALI SONO I TEMPI DI ATTIVAZIONE?

In qualsiasi momento.

QUANDO SI ATTIVA, INTERROMPE O PROROGA UN TIROCINIO, è NECESSARIO EFFETTUARE LA COMUNICAZIONE OBBLIGATORIA?

Si ed è a carico dell’azienda ospitante.

QUAL è L’INDENNITà MENSILE?

L’indennità mensile è di 800 euro.

A CARICO DI CHI è L’ASSICURAZIONE INAIL E LA RC?

A carico dell’azienda ospitante.

Abruzzo

QUANTI TIROCINI POSSONO ESSERE ATTIVATI IN UN’AZIENDA?

  • 1 tirocinante se l’azienda ha fino a 6 dipendenti
  • 2 tirocinanti se l’azienda ha da 7 a 19 dipendenti
  • 10% di tutti i dipendenti per un organico superiore alle 20 unità.

CHI SONO I DESTINATARI?

Disoccupati, inoccupati, persone svantaggiate.

QUAL È LA DURATA DEL TIROCINIO?

Il tirocinio non può essere inferiore ai 2 mesi (salvo eccezioni) e non superiore ai 6 mesi, escluso per persone con disabilità che può essere attivato fino a 24 mesi.

QUALI SONO I TEMPI DI ATTIVAZIONE?

In qualsiasi momento.

QUANDO SI ATTIVA, INTERROMPE O PROROGA UN TIROCINIO, è NECESSARIO EFFETTUARE LA COMUNICAZIONE OBBLIGATORIA?

Si ed è a carico dell’azienda ospitante.

QUAL è L’INDENNITà MENSILE?

L’indennità mensile non può essere inferiore ai 600 euro.

A CARICO DI CHI è L’ASSICURAZIONE INAIL E LA RC?

A carico dell’azienda ospitante.