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Decontribuzione SUD e somministrazione – il nuovo intervento dell’INPS

L’INPS – con Messaggio del 31 marzo 2021, n. 1316 («ribaltando» quanto affermato nel Messaggio n. 72/2021) – ha precisato che, stante la ratio sottesa alla norma, consistente nel favorire la stabilità occupazionale nelle aree svantaggiate, nelle ipotesi in cui l’attività venga svolta mediante un rapporto di somministrazione, la sede di lavoro rilevante ai fini del riconoscimento della decontribuzione SUD deve essere individuata nel luogo di effettivo svolgimento della medesima prestazione.

Pertanto, qualora il lavoratore:

  • svolga la propria prestazione lavorativa presso un utilizzatore ubicato nelle regioni del Mezzogiorno, il beneficio in trattazione può essere riconosciuto a prescindere da dove effettivamente abbia sede legale o operativa l’Agenzia di somministrazione;
  • sia dipendente di un’Agenzia di somministrazione che abbia sede legale o operativa in regioni del Mezzogiorno, ma svolga la propria prestazione lavorativa presso un utilizzatore ubicato in regioni differenti, il beneficio non può essere riconosciuto.

 

Per le Agenzie di somministrazione che abbiano sede legale o operativa nelle regioni del Mezzogiorno e che abbiano fruito della decontribuzione nel periodo ottobre 2020 – marzo 2021 anche per lavoratori inviati presso aziende utilizzatrici ubicate in regioni differenti, alla luce delle indicazioni fornite con il Messaggio n. 72/2021, non si procederà al recupero della misura.

A decorrere dal mese di aprile 2021, dunque, la fruizione della Decontribuzione Sud sarà considerata legittima solo laddove il lavoratore presti effettivamente la propria prestazione in una delle seguenti regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.

Stante la natura di «aiuto di Stato» di decontribuzione SUD, l’INPS provvederà a registrare tale misura– imputandola all’utilizzatore, nel rapporto di somministrazione – nel Registro Nazionale degli aiuti di Stato.

Al riguardo, si ricorda che l’art. 1, comma 161, legge 178/2020 ha previsto l’estensione dell’esonero contributivo ex decreto legge n. 104/2020, fino al 31 dicembre 2029, con la seguente dinamica:

  • in misura pari al 30% dei complessivi contributi previdenziali da versare fino al 31 dicembre 2025;
  • in misura pari al 20% dei complessivi contributi previdenziali da versare per gli anni 2026 e 2027; 
  • in misura pari al 10% dei complessivi contributi previdenziali da versare per gli anni 2028 e 2029.

 

Clicca e leggi il testo completo del Messaggio n°1361 del 31/03/2021.

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