Il Ministero delle imprese e del made in Italy – con comunicato del 03 dicembre 2025 – che dal 2026 è possibile richiedere i nuovi voucher per le PMI (piccole e medie imprese) e gli autonomi gestiti dal MIMIT. Si tratta di contributi a fondo perduto fino ad € 20.000, pensati per favorire l’adozione di servizi di cloud computing e soluzioni di cybersecurity.
La misura, disciplinata dal Decreto ministeriale del 18 Luglio 2025, nasce con l’obiettivo di sostenere la domanda di tecnologie digitali più avanzate e sicure, incoraggiando imprese e professionisti ad acquisire strumenti nuovi o migliorativi rispetto a quelli già in uso.
La dotazione finanziaria complessiva della misura ammonta a 150 milioni di euro, provenienti dal Fondo sviluppo e coesione relativo al periodo di programmazione 2014-2020.
Una parte significativa delle risorse, pari a 71 milioni di euro, è destinata alle Regioni del Mezzogiorno, Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Le agevolazioni spettano alle PMI (Piccole e Medie Imprese) e ai lavoratori autonomi operanti su tutto il territorio nazionale che, al momento della presentazione della domanda, dispongano di un contratto di connettività con velocità minima in download pari a 30 Mbps.
Per accedere al beneficio, le imprese devono:
- essere regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese, nonché risultare attive;
- trovarsi nel pieno e libero esercizio dei propri diritti, non essere in liquidazione volontaria né sottoposte a procedure concorsuali con finalità liquidatorie;
- essere in regola con gli obblighi assicurativi a copertura dei danni derivanti da calamità naturali ed eventi catastrofali, come previsto dalla legge 30 Dicembre 2023 n. 213 e dal Decreto Legge 31 Marzo 2025 n. 39;
- non aver ricevuto aiuti dichiarati illegali o incompatibili dalla Commissione europea senza averli rimborsati o depositati in un conto bloccato;
- non operare nei settori esclusi dal regolamento de minimis;
- non incorrere nelle cause di esclusione previste dalla normativa vigente.
I lavoratori autonomi che non sono tenuti all’iscrizione al Registro delle imprese devono possedere la partita IVA e, ove necessario, risultare iscritti all’ordine professionale di riferimento. Devono, inoltre, rispettare gli ulteriori requisiti previsti per le imprese, laddove compatibili, con modalità di dimostrazione adeguate alla natura della loro attività.
I voucher funzionano “a domanda” mediante la presentazione di un piano di spesa da parte dei beneficiari, che deve riguardare l’acquisizione di servizi o prodotti di cloud computing e cyber security inclusi nell’elenco ministeriale. Il piano deve avere un importo minimo di 4.000 euro. Le spese possono essere sostenute tramite acquisto diretto, sottoscrizione di abbonamenti o una combinazione delle due modalità, rispettando i vincoli temporali previsti:
- massimo 12 mesi per i piani basati su acquisti diretti;
- almeno 24 mesi per gli abbonamenti, con ammissibilità limitata ai primi 24 mesi.
Le agevolazioni sono concesse sotto forma di contributi a fondo perduto fino al 50% delle spese ammissibili, con un tetto massimo di 20.000 euro. Vengono erogati in una o due quote a seconda dello stato di avanzamento del piano. Per garantire la validità delle spese, i fornitori devono essere iscritti all’apposito elenco istituito dal Ministero delle imprese e del made in Italy, che certifica la conformità dei servizi e prodotti offerti ai requisiti richiesti.
Le richieste per essere inseriti nell’elenco dovranno pervenire dalle ore 12.00 del 4 marzo 2026 alle ore 12.00 del 23 aprile 2026, come spiegato nel Decreto direttoriale del 21 Novembre 2025.
PMI e autonomi interessati possono richiedere i nuovi voucher MIMIT presentando una domanda, secondo le modalità che saranno stabilite da un apposito provvedimento direttoriale, successivo alla formazione dell’elenco dei fornitori abilitati.
Le richieste saranno valutate dal Ministero delle imprese e del made in Italy con il supporto di Invitalia e Infratel Italia, seguendo l’ordine cronologico di arrivo e verificando la congruità dei piani di spesa. Entro 60 giorni dalla chiusura dello sportello, dunque, il MIMIT pubblicherà l’elenco dei fornitori e dei servizi erogabili.
Un successivo Decreto definirà i termini precisi per la presentazione delle domande e le modalità di erogazione delle agevolazioni.



