Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali – con Decreto direttoriale del 9 gennaio 2026, n. 8 – ha adottato le “Linee Guida in materia di attivazione, funzionamento e vigilanza dei fondi paritetici interprofessionali per la formazione continua di cui all’articolo 118 della legge 23 dicembre 2000 n. 388” e relativi allegati.
Tra le altre cose, le suddette Linee guida:
- pongono un forte accento sulla struttura organizzativa dei Fondi, imponendo l’adozione di un Regolamento generale che disciplina in modo dettagliato i processi di gestione, rendicontazione e controllo. Tale Regolamento, soggetto ad approvazione ministeriale, deve garantire la chiara separazione dei ruoli, il principio di terzietà e la prevenzione di conflitti di interesse, senza che l’approvazione comporti una presunzione di ammissibilità automatica delle spese rendicontate;
- individuano in modo analitico le attività finanziabili, distinguendo tra attività formative aziendali, territoriali, settoriali e individuali, nonché l’ammortamento delle piattaforme di formazione a distanza. Le spese devono essere rendicontate secondo il criterio di cassa, con l’eccezione delle quote di ammortamento, che seguono il principio di competenza economica. Particolare attenzione è dedicata all’elenco delle spese ammissibili, che includono, tra l’altro, il costo del personale interno, gli apporti professionali esterni, le spese per i discenti ei costi organizzativi strettamente connessi alla realizzazione dei piani formativi;
- rafforzano gli obblighi di trasparenza, imponendo la pubblicazione dei bilanci e dei rendiconti finanziari e prevedendo l’obbligo di conservazione della documentazione giustificativa per un periodo non inferiore a dieci anni. Viene inoltre richiesto ai Fondi di mantenere registri aggiornati dei beni ammortizzabili e di predisporre prospetti di dettaglio per la portabilità delle risorse tra Fondi, in caso di mobilità delle imprese aderenti.



