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Aggiornato dall’INL il Vademecum sulle sanzioni in caso di lavoro sommerso (2-2)

L’Ispettorato Nazionale del Lavoro – con Nota del 19 aprile 2022, n. 856 (non ancora pubblicata sul sito istituzionale) – ha aggiornato il Vademecum sull’applicazione della maxi sanzione per lavoro sommerso.

Gli importi delle sanzioni sono i seguenti:

  • da € 1.800 ad € 10.800 per ciascun lavoratore irregolare, in caso di impiego del lavoratore sino a trenta giorni di effettivo lavoro;
  • da € 3.600 ad € 21.600 per ciascun lavoratore irregolare, in caso di impiego del lavoratore da trentuno e sino a sessanta giorni di effettivo lavoro;
  • da € 7.200 ad € 43.200 per ciascun lavoratore irregolare, in caso di impiego del lavoratore oltre sessanta giorni di effettivo lavoro.

Tali importi sono aumentati del 20% in caso di impiego di:

  • lavoratori stranieri irregolari;
  • minori in età non lavorativa (cioè coloro che non possono far valere dieci anni di scuola dell’obbligo e il compimento dei sedici anni);
  • percettori del reddito di cittadinanza.

Le sanzioni sono raddoppiate se il datore di lavoro, nei tre anni precedenti, è stato destinatario di sanzioni amministrative o penali per i medesimi illeciti.
Affinché trovi applicazione la recidiva, è necessario che tali illeciti risultino definitivamente accertati, ossia sia decorso il termine per impugnare l’ordinanza ingiunzione, sia stata pagata la sanzione ingiusta e sia passata in giudicato la sentenza emessa a seguito di impugnazione della medesima ordinanza.

Con riferimento alla cd. “prosecuzione di fatto” del contratto a termine, l’INL ha chiarito che la maxi sanzione può trovare applicazione unicamente dopo il decorso dei cd. periodi “cuscinetto” (30 giorni in caso di contratto di durata inferiore a sei mesi ovvero 50 giorni negli altri casi).
Al riguardo, viene ricordato che l’art. 22, comma 2, Dlgs. n. 81/2015 prevede che, qualora il rapporto di lavoro continui oltre tali periodi, il contratto si trasformi in contratto a tempo indeterminato dalla scadenza dei predetti termini. Pertanto, i periodi compresi nei 30 o 50 giorni successivi alla scadenza sono coperti ex lege dall’iniziale comunicazione di assunzione e la maxi sanzione potrà essere applicata solo a partire dal 31° o 51° giorno successivo alla scadenza ove, evidentemente, il rapporto sia proseguito oltre i periodi cuscinetto.

Per quanto riguarda la disciplina dei tirocini extracurriculari, l’INL ha ricordato che pur non costituendo una forma di rapporto di lavoro, il tirocinio va comunicato al CPI tramite il sistema CO a cura del soggetto ospitante o, in sua vece, anche dal soggetto promotore, peraltro già tenuto a provvedere alle assicurazioni obbligatorie.
Tale onere comunicazionale appare particolarmente rilevante nelle ipotesi in cui il rapporto di tirocinio difetti dei requisiti tipici e risulti, pertanto, non genuino.
Laddove la prestazione sia stata correttamente comunicata al Centro per l’impiego ma ricorrano gli indici della subordinazione, essa potrà essere solo oggetto di disconoscimento e riqualificazione in termini di rapporto di lavoro subordinato, non potendo trovare applicazione la maxi sanzione per lavoro “nero”. Diversamente, potrà trovare applicazione la maxi sanzione in caso di omessa comunicazione di instaurazione del tirocinio e ricostruzione del rapporto in termini di lavoro subordinato.

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